CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Parma

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Ci rimettono sempre loro...

Editoriale del Presidente Csi, Florio Manghi

Dopo tanti mesi di duro lavoro passati ad adeguare gli spazi sportivi per evitare assembramenti, elaborare metodologie di allenamento basate il più possibile sul distanziamento fisico e adottare protocolli igienico-sanitari seri e rigorosi, eravamo finalmente pronti a ripartire con tutti i nostri campionati giovanili e adulti. 

Purtroppo però, a seguito dell’ultimo DPCM diramato il 18 ottobre siamo costretti nuovamente a fermarci. 

Lo facciamo senza polemica rispettando le decisioni governative adottate per il contenimento della pandemia di Covid 19, non senza però evidenziare alcune perplessità e manifestare preoccupazione per i tanti professionisti del mondo dello sport che con queste decisioni rischiano di vedere minato il proprio lavoro.

Consentendo il normale svolgimento di gare sportive a livello dilettantistico di interesse nazionale e regionale e precludendo allo stesso tempo l’attività provinciale, si crea inevitabilmente una spaccatura nel sistema, che divide ragazzi della stessa età in due diverse “squadre”: chi merita di giocare e chi no, chi rientra nello sport di serie A e chi, invece, in quello delle retrovie.

Basterebbe questo per comprendere l’inadeguatezza della decisione, che nella sua approssimazione non tiene conto di altri due aspetti fondamentali.

Il primo è quello educativo. Si è detto che la scuola debba continuare in presenza perché fondamentale per la crescita dei giovani e non potremmo essere più d’accordo con questa tesi. Crediamo, tuttavia, che lo sport di base ricopra lo stesso ruolo e meriti identico rispetto. 

Il secondo è quello della sicurezza. Le società sportive sono di norma tra i luoghi più frequentati dai ragazzi dopo le lezioni e a tal proposito temiamo che limitarne la fruizione ai soli allenamenti individuali li induca ad allontanarsi progressivamente da esse per migrare verso forme di aggregazione meno regolamentate e di conseguenza pericolose.   

Mantenere l’appuntamento con il campo significa dare loro un luogo di incontro molto più sicuro rispetto a strade o parchi pubblici, perché governato da protocolli sanitari rigidi, tracciabilità garantita e presenza di adulti deputati al controllo del rispetto delle regole. Tutte condizioni che al di fuori della palestra inevitabilmente saltano. 

Per tutti questi motivi crediamo si potesse e dovesse dare maggiore fiducia alle società sportive. Nonostante il rammarico per come invece si è deciso di gestire il settore, il CSI di Parma, in accordo con la linea intrapresa dal Nazionale, prende atto della situazione e si farà trovare pronto non appena sarà possibile ripartire.

 

 

 


 

 

 

 

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